Maurizio Colasanti

My Book

La Musica è Sfinita

Maurizio Colasanti, noto musicista e direttore d’orchestra abruzzese, presenta il suo libro “La musica è sfinita”. Il libro, pubblicato dalla casa editrice milanese Excogita di Luciana Bianciardi, accende un faro sulla situazione della musica colta in generale, non solo contemporanea. L’autore si rivolge a tutto il mondo dell’arte con uno stile accurato e tagliente, mai scontato. Colasanti, nella veste di scrittore offre preziosi spunti per riaprire il discorso sul futuro della musica e di tutta l’arte contemporanea, nella salda convinzione che ci sia bisogno di ricominciare a coltivare la bellezza di quell’umanità che si vuole rappresentare. Il libro è adatto a tutti coloro che credono che il senso più profondo dell’arte consista in una continua ricerca di sé stessi e della propria identità.

Our Mission

FONDAZIONE 139: Quattro personaggi con una responsabilità enorme, riuniti per un’impresa epica e disperata. Ognuno con i propri ideali, le proprie manie, le proprie paure. Una minaccia incombente che non può essere sventata, solo sfidata. Il coraggio, l’incoscienza, la ribellione contro una violenza cieca che spazza via ogni barlume di ragionevolezza. Resistere, stringersi l’un l’altro nonostante le irriducibili divergenze, per provare a fermare la barbarie, fino all’ultimo respiro.

GLI AQUILONI DI ZUARA: Una madre e un figlio, due voci nel deserto che cercano un incontro, una possibile condivisione, al di là delle incomprensioni, dei conflitti latenti e mai risolti. Una ricomposizione è possibile? L’amore può davvero vincere tutto? Aleggia il dilemma, mentre sullo sfondo conflitti epocali esplodono ripercuotendosi anche sugli affetti più profondi.

LA CODA: Un’aula di tribunale, un processo. Una giudice deve sentenziare su una grave accusa sospesa nell’aria, mentre un avvocato difensore sostiene strenuamente le ragioni dell’imputato contro un pubblico ministero dalle inscalfibili granitiche certezze. Uno scontro all’ultimo cavillo senza esclusione di colpi, fino all’apparizione dell’accusato: il mite Giandelfo, custode di un terribile segreto.